730 precompilato 2015

730 precompilato, come funziona e per chi vale

(Un articolo di ROBERTO GIOVANNINI della Stampa)

Dal 15 aprile svolta per 20 milioni di lavoratori: ma il modello sarà in versione digitale

Qualcuno forse si aspetta nella cassetta della posta il suo bravo modello 730 precompilato, bello stampato, con la dichiarazione dei redditi già fatta e pronta da firmare: ma non sarà così. E visto che troppi italiani secondo le statistiche sono ancora “analfabeti digitali”, in tanti avranno un’aspra delusione. Perché i 20 milioni e passa di modelli precompilati che riguardano pensionati, lavoratori dipendenti e assimilati, arriveranno sì dal 15 aprile: ma in versione digitale. La troveremo su Internet, e per mettere le mani sulla propria dichiarazione prepersonalizzata si dovrà disporre del codice per i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Per averlo basta andare sul sito www.agenziaentrate.gov.it, o telefonare al numero 848.800.444 o agli uffici territoriali delle Entrate.

Detto questo, si tratta (finalmente) di una bella novità. Il modello precompilato che troveremo per molti sarà perfettamente sufficiente, e conterrà buona parte dei dati che servono, che lo Stato nelle sue varie articolazioni già possiede. Redditi da lavoro e pensione, carichi familiari, spese per mutui, contratti d’affitto, compravendite di immobili e altro sono infatti informazioni che il Fisco già possiede all’interno delle sue banche dati. Riscriverli da capo nel modello, dover andare al Caf (pagando), raccogliere e fotocopiare ricevute, spendere per un commercialista è una gran perdita di tempo. Per quest’anno non è detto che il modello possa essere completo: a sentire quello che dice il Fisco, ci saranno i dati sui redditi, sui premi assicurativi, mutui e contributi previdenziali. Solo l’anno prossimo, invece, verranno inserite nella dichiarazione precompilata anche le spese sanitarie o altre spese detraibili, come le tasse scolastiche o universitarie.

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A quel punto o il modello precompilato spedito è corretto (o lo consideriamo tale…) oppure ci sono errori o mancano dei dati (certamente quest’anno non ci saranno le spese mediche). Comunque sia, potremo modificarlo, integrarlo o trasmetterlo al Fisco dall’1 maggio al 7 luglio, direttamente dal proprio PC o delegando il sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, un Caf o un professionista. Se si devono avere dei soldi indietro si troveranno in busta paga o nell’assegno della pensione. E se la dichiarazione viene accettata direttamente così com’è o modificata tramite un Caf o un professionista abilitato, si chiude ogni partita con il Fisco. Infatti in quest’ultimo caso i controlli documentali sono effettuati direttamente nei confronti dei Caf e dei professionisti, che però dovremo pagare di più rispetto all’anno scorso.

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