F24

Modello  F24 semplificato editabile, salvabile e stampabile

Scheda informativa

Il modello F24 deve essere utilizzato da tutti i contribuenti, titolari e non titolari di partita Iva, per il versamento di tributicontributi e premi. … >>>>>>> vedi pagina completa
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730 Precompilato

A venti giorni dal debutto del 730 precompilato per lavoratori dipendenti e pensionati, arriva la prima toppa dell’Agenzia delle Entrate su una delle tante problematiche emerse dalla più importante rivoluzione fiscale messa in atto dal Fisco: è stato lanciato un sito di informazione e assistenza per rendere meno oscuro questa nuova versione della dichiarazione dei redditi. Fino ad appena 48 ore fa, infatti, i pochi contribuenti che – avendo già chiare le modalità per scaricare il modello (si devono richiedere pin e password, con la prima parte che arriva online e l’altra metà dopo 2 settimane via posta) – sono andati sul sito delle Entrate, non hanno però trovato neanche un piccolo banner che parlasse di 730. E, solo facendo una ricerca sui motori di ricerca, si riusciva ad arrivare a una pagina dedicata.

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A richiedere fortemente maggiore informazione sono sempre stati anche i Caf e i commercialisti sui quali rischia di pesare come un macigno questa nuova operazione, dal momento che se non si vuole dialogare a tu per tu con il Fisco, si può sempre scegliere di affidarsi a un intermediario fornendo una delega (che va fatta anche questa online). Ma, va sottolineato, quando si andrà nei centri di assistenza fiscale o dal professionista, oltre al concreto rischio di trovare file e caos, ci potrebbero anche essere tariffe più care.

Caf e commercialisti, infatti, dovendosi assumere in toto la responsabilità della dichiarazione, si faranno pagare di più anche per coprire le spese della polizza che scatterà nel caso di “visto di conformità infedele” ai 730 (per errori formali o nel calcolo delle detrazioni). E su questo punto, proprio nelle ultime ore, c’è stata anche una piccola svolta con la decisione delle Entrate (fatta propria dall’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) che, in caso di errore, gli importi dovuti da Caf e professionisti abbiano natura risarcitoria e non sanzionaroria. Motivazione che ha sbloccato l’impasse sulla stessa sottoscrizione delle polizze, visto che le società assicurative si erano rifiutate di elaborare dei prodotti ad hoc, partendo dal presupposto che la legge vieta di fornire copertura assicurativa sul pagamento di sanzioni amministrative.

La campagna di informazione del Fisco prevede anche un video su YouTube in cui si spiegano tutti i passaggi per compilare la dichiarazione fai da te e i vantaggi. “Il 730 – dice – te lo compila l’Agenzia delle Entrate e, se lo accetti senza modifiche, non dovrai più esibire le ricevute. Il fisco semplice: meno oneri e più certezze”.

Ma se le premesse per un cambiamento così epocale ci sono, la mancanza di tempo resta sempre il primo nemico da combattere, perché ad oggi le richieste di pin giunte alle Entrate sono appena 500mila su 20 milioni di dichiarazioni.

Inoltre, per pochissimi il 730 sarà realmente precompilato, dal momento che non ci sono le spese mediche e quelle per le ristrutturazioni e risparmio energetico partite lo scorso anno che vanno inserite dal contribuente. E, così, facendo si perde anche l’immunità dai controlli che, invece, resta valida solo per chi accetta il modello compilato dal fisco. Punto, quest’ultimo, spiegato nel vademecum prediposto sempre dall’Agenzie delle Entrate per chiarire i dubbi più frequenti dei contribuenti.

Secondo le previsioni dell’Agenzia il 72% dei modelli avrà bisogno di interventi, mentre solo 5,6 milioni di dichiarazioni potranno essere spedite così come sono. Ma sembrano numeri ottimistici, dal momento che, si legge nella relazione del 2014 sull’erosione fiscale, circa un contribuente su tre dei 40 milioni censiti chiede la detrazione delle spese mediche e sanitarie.

Insomma, un quadro che resta ancora molto complesso e che starebbe spingendo i Caf a chiedere un rinvio per il modello 730 precompilato, reputando assai difficile il rispetto della scadenza del 7 luglio. La richiesta è di far slittare la consegna di due settimane, ma non di più perché poi slitterebbero i conguagli nelle buste paga di luglio dei crediti (o debiti) risultanti proprio dal 730.

 

Fonte http://www.ilfattoquotidiano.it/

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730 precompilato 2015

730 precompilato, come funziona e per chi vale

(Un articolo di ROBERTO GIOVANNINI della Stampa)

Dal 15 aprile svolta per 20 milioni di lavoratori: ma il modello sarà in versione digitale

Qualcuno forse si aspetta nella cassetta della posta il suo bravo modello 730 precompilato, bello stampato, con la dichiarazione dei redditi già fatta e pronta da firmare: ma non sarà così. E visto che troppi italiani secondo le statistiche sono ancora “analfabeti digitali”, in tanti avranno un’aspra delusione. Perché i 20 milioni e passa di modelli precompilati che riguardano pensionati, lavoratori dipendenti e assimilati, arriveranno sì dal 15 aprile: ma in versione digitale. La troveremo su Internet, e per mettere le mani sulla propria dichiarazione prepersonalizzata si dovrà disporre del codice per i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Per averlo basta andare sul sito www.agenziaentrate.gov.it, o telefonare al numero 848.800.444 o agli uffici territoriali delle Entrate.

Detto questo, si tratta (finalmente) di una bella novità. Il modello precompilato che troveremo per molti sarà perfettamente sufficiente, e conterrà buona parte dei dati che servono, che lo Stato nelle sue varie articolazioni già possiede. Redditi da lavoro e pensione, carichi familiari, spese per mutui, contratti d’affitto, compravendite di immobili e altro sono infatti informazioni che il Fisco già possiede all’interno delle sue banche dati. Riscriverli da capo nel modello, dover andare al Caf (pagando), raccogliere e fotocopiare ricevute, spendere per un commercialista è una gran perdita di tempo. Per quest’anno non è detto che il modello possa essere completo: a sentire quello che dice il Fisco, ci saranno i dati sui redditi, sui premi assicurativi, mutui e contributi previdenziali. Solo l’anno prossimo, invece, verranno inserite nella dichiarazione precompilata anche le spese sanitarie o altre spese detraibili, come le tasse scolastiche o universitarie.

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A quel punto o il modello precompilato spedito è corretto (o lo consideriamo tale…) oppure ci sono errori o mancano dei dati (certamente quest’anno non ci saranno le spese mediche). Comunque sia, potremo modificarlo, integrarlo o trasmetterlo al Fisco dall’1 maggio al 7 luglio, direttamente dal proprio PC o delegando il sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, un Caf o un professionista. Se si devono avere dei soldi indietro si troveranno in busta paga o nell’assegno della pensione. E se la dichiarazione viene accettata direttamente così com’è o modificata tramite un Caf o un professionista abilitato, si chiude ogni partita con il Fisco. Infatti in quest’ultimo caso i controlli documentali sono effettuati direttamente nei confronti dei Caf e dei professionisti, che però dovremo pagare di più rispetto all’anno scorso.

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730-2015 – La dichiarazione precompilata

Il progetto di predisposizione del 730 da parte dell’Agenzia delle Entrate, partirà in via sperimentale dal 2015

IMMAGINE2La legge delega per la riforma fiscale (legge 11 marzo 2014, n. 23) ha previsto che il Governo adotti, attraverso l’emanazione di specifici decreti legislativi, delle misure per offrire una migliore assistenza ai contribuenti per l’esecuzione degli adempimenti fiscali a loro carico, in particolare per la predisposizione delle dichiarazioni dei redditi e per il calcolo delle relative imposte.
Al momento, è in corso di emanazione lo schema di decreto in materia di semplificazioni fiscali (atto del Governo 99-bis), che contiene anche la disciplina relativa alla predisposizione delle dichiarazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Si prevede che l’Agenzia metta a disposizione dei cittadini dei modelli di dichiarazione già “precompilati” con alcuni dati conosciuti dall’Amministrazione finanziaria; i contribuenti potranno semplicemente accettare la dichiarazione, se riterranno che i dati proposti sono rispondenti alla loro reale situazione, oppure fare delle correzioni in caso di dati errati o incompleti.
Sul tema, l’Agenzia delle Entrate non è certo impreparata: già da anni, infatti, è stata intrapresa questa strada, nell’ottica di valorizzare al massimo il patrimonio informativo disponibile. Infatti, per i contribuenti che scelgono di compilare e trasmettere il modello Unico Persone fisiche utilizzando i software offerti dall’Agenzia, è disponibile il servizio UnicoWeb, che fornisce come base di partenza un modello in cui sono già pre-impostate alcune informazioni, ovviamente modificabili, che derivano dalla dichiarazione precedente (ad esempio, i redditi dei fabbricati e dei terreni, i familiari a carico, le spese ripartite su più annualità).
Il progetto di predisposizione delle dichiarazioni da parte dell’Agenzia partirà, in via sperimentale, dal 2015 e riguarderà, in prima battuta, i contribuenti che presentano tipologie reddituali “semplici”, principalmente redditi di lavoro dipendente e assimilati e redditi di pensione, normalmente dichiarati attraverso il modello 730.
L’adozione della dichiarazione precompilata rappresenta un radicale cambiamento nei rapporti tra Fisco e cittadini, una completa inversione del paradigma attuale: oggi, è il contribuente che dichiara i propri redditi e le spese sostenute, versando in auto-liquidazione le imposte eventualmente dovute o premurandosi di richiedere il rimborso, se ha versato imposte in eccedenza.
L’Agenzia delle Entrate è quindi chiamata a effettuare delle verifiche ex post sulla dichiarazione, in primo luogo attraverso la liquidazione automatizzata, effettuata ai sensi dell’articolo 36-bis del Dpr 600/1973, che verifica a tappeto, su tutte le dichiarazioni presentate, eventuali errori nella compilazione o nel pagamento delle somme dovute.
L’Amministrazione finanziaria svolge poi dei controlli “documentali” sulla dichiarazione, secondo quanto disposto dall’articolo 36-ter dello stesso Dpr 600/1973, per verificare che le spese indicate in dichiarazione che danno diritto a deduzioni dal reddito (ad esempio, gli assegni di mantenimento al coniuge separato) o a detrazioni dall’imposta (ad esempio, gli interessi passivi versati per mutui contratti per l’acquisto dell’abitazione principale) siano state effettivamente sostenute. In questi casi, il contribuente è chiamato a esibire i documenti che giustificano tali spese, presentandoli a un ufficio territoriale dell’Agenzia o avvalendosi di altre modalità, anche telematiche, di trasmissione della documentazione.
Il controllo, in questi casi, avviene confrontando i dati dichiarati con quelli che alcuni soggetti terzi (tipicamente, banche, assicurazioni ed enti previdenziali) sono tenuti a trasmettere periodicamente all’Agenzia.
Con l’avvento della dichiarazione precompilata, questo scenario è destinato a cambiare radicalmente.
Il patrimonio informativo che l’Agenzia ha a disposizione, finora utilizzato principalmente per finalità di controllo, sarà impiegato, per la prima volta, per fornire un reale servizio ai cittadini: la dichiarazione dei redditi.
Per compilare i modelli, l’Agenzia delle Entrate potrà utilizzare le informazioni già in suo possesso, ad esempio le dichiarazioni degli anni precedenti o i dati relativi agli atti del registro, le informazioni sui redditi erogati a dipendenti e pensionati trasmesse dai sostituti d’imposta, nonché i dati relativi ad alcune spese sostenute dai contribuenti che danno diritto a detrazioni o deduzioni, comunicati dagli enti esterni: diventa quindi evidente che, se la dichiarazione viene accettata dai contribuenti senza apportare modifiche, viene meno la necessità di sottoporre la stessa al controllo documentale.
Dal punto di vista dei controlli, il vantaggio per i cittadini sarà ancora più forte se decideranno di avvalersi di un intermediario abilitato (Caf o professionista) per lo scarico e il successivo invio della dichiarazione: in questo caso, eventuali controlli e richieste di documentazione non saranno più rivolti al contribuente, come accade oggi, ma saranno indirizzati all’intermediario che gli ha fornito assistenza e che sarà anche chiamato a rispondere direttamente in caso di errore.
In questo modo, si intende valorizzare il ruolo degli intermediari quali soggetti che, nell’ambito della loro attività, autorizzata dallo Stato, devono verificare che la dichiarazione sia coerente con la documentazione in possesso del contribuente e devono quindi apporre il visto di conformità sulla dichiarazione, attività per cui ricevono uno specifico compenso.
Naturalmente si tratta di un percorso difficile, da attuare con gradualità.
Il quadro normativo di riferimento in materia fiscale, infatti, è particolarmente complesso e l’Agenzia delle Entrate non sempre dispone di tutte le informazioni utili per proporre al contribuente una dichiarazione che egli possa accettare “in toto”. Basti pensare che, in molti casi, per poter usufruire delle detrazioni o deduzioni, le norme richiedono anche la presenza di specifici requisiti soggettivi (ad esempio, per detrarre gli interessi passivi sui mutui contratti per l’acquisto dell’abitazione principale è richiesto che il contribuente sia residente in quell’immobile, con alcune peculiari eccezioni).
Nonostante le difficoltà, è stato avviato un progetto ambizioso, che prevede, negli anni a venire, l’inserimento in dichiarazione di un numero sempre maggiore di dati: a partire dal 2016, infatti, sarà precompilata anche la sezione relativa alle spese sanitarie, che rappresentano una voce di spesa molto diffusa, e di importo significativo, per la maggior parte dei cittadini. Saranno poi sviluppati ulteriori flussi informativi da parte di altri soggetti privati nell’ottica di poter fornire ai contribuenti, nel corso dei prossimi anni, una dichiarazione il più possibile corretta e completa di tutti i dati che li riguardano.

Irene Emberti Gialloreti

http://www.fiscooggi.it/

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Agenzia delle Entrate Rimborsi più veloci

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Per velocizzare l’erogazione dei rimborsi, l’Agenzia delle Entrate sta chiedendo ai contribuenti di comunicare il proprio codice Iban per ricevere le somme direttamente sul conto corrente. Le persone fisiche interessate da questa nuova tornata di rimborsi sono circa 105mila, compresi coloro che hanno presentato il modello 730 in mancanza di un sostituto d’imposta tenuto a effettuare i conguagli, e circa 50mila società che hanno richiesto il rimborso dell’Ires. La richiesta del codice Iban arriva via Pec per le imprese e via posta ordinaria per le persone fisiche. Due le modalità per comunicare il proprio Iban all’Agenzia: tramite il sito internet, accedendo alla propria area autenticata, riservata agli utenti abilitati ai servizi telematici; presso gli uffici territoriali delle Entrate, presentando il modello per la richiesta di accreditamento disponibile negli uffici stessi o sul sito. Per evitare il rischio di phishing, l’Agenzia non accetta Iban per posta, e-mail o via Pec.

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Tasi sanzioni ritardo

Chi sbaglia a calcolare la Tasi o paga in ritardo non dovrà pagare sanzioni né interessi.

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E’ quanto ha ricordato il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, nella risposta a un question time in commissione Finanze Camera (vedi documento integrale)

 La «protezione» è assicurata dallo Statuto del contribuente (la legge 212/2000), come . Secondo l’articolo 10 dello Statuto, il contribuente non deve essere sanzionato se commette una violazione «a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori dell’amministrazione» o per «obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione della norma tributaria».

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IMU TASI 2014 Chi deve pagare

SCADENZE IMU e TASI Chi deve pagare?

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Con l’approssimarsi della data di scadenza del 16 Giugno abbiamo pensato sia utile fornire alcune precisazioni. Abbiamo scelto una forma sintetica al fine di rispondere rapidamente a al quesito che tutti si pongono:

- Cosa e chi deve pagare entro il 16 Giugno 2014?

La prima rata dell’IMU sugli immobili diversi dalla abitazione principale si paga entro il termine del 16 giugno 2014 perché le modifiche annunciate relative ai versamenti della prima rata riguardano esclusivamente la TASI.

Quindi il proprietario paga l’IMU sugli immobili diversi dalla abitazione principale e la TASI su tutte le tipologie per cui è prevista poiché l’IMU non è stata sostituita dalla TASI ma è stata abolita solo per le abitazioni principali diverse da quelle di lusso (A/1, A/8 e A/9).

Per il versamento della prima rata della TASI, che scade il 16 giugno 2014, le uniche delibere che devono essere prese in considerazione sono quelle pubblicate sul sito www.finanze.it entro la data 31 maggio 2014 , ovvero devono aver inviato la delibera in formato elettronico entro il 23 maggio 2014 al Ministero dell’economia e delle finanze.
In assenza di delibere approvate e pubblicate nei termini di cui sopra come ad esempio per il Comune di Roma la scadenza per il versamento della prima rata della TASI sarà fissato non prima del 16 Settembre 2014. Si tenga presente comunque che anche comuni che hanno deliberato nei termini possono aver fissato una data diversa dal 16 Giugno 2014, come ad esempio il Comune di Ancona.

Per definire gli importi da versare, la TASI verrà calcolata applicando le regole dell’IMU sia per determinare il periodo di applicazione che la base imponibile mentre per le aliquote, esenzioni e casi particolari, si fa riferimento alle delibere Comunali che fisseranno anche la quota di pertinenza dell’inquilino per gli immobili locati in una forbice che va dal 10% al 30%.

Per maggiori approfondimenti si veda anche la pagina delle FAQ (le domande più frequenti) del sito del Ministero delle Finanze …

Click > FAQ

 

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Studio o Ufficio a Roma Prati

Informiamo tutti gli Associati FELCAF che è nuovamente disponibile la stanza uso studio o ufficio in zona Roma Prati presso la Sede di via Santamaura 72.
ufficio(vedi foto)

Maggiori dettagli

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IUC Imposta Comunale Unica – CAF Comune di Roma

Imposta Comunale Unica – IUC. La nuova imposta ingloba tasse e tributi dovuti in relazione alla casa (IMU) e alla produzione di rifiuti (ex Tia e Tarsu e TARES): in primis battezzata TRISE, nel maxi-emendamento del Governo approvato in Senato ha assunto la denominazione di IUC(Imposta Unica Comunale).

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L’ Imposta Unica Comunale – IUC – è stata introdotta con il comma 639 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 e si basa su due presupposti impositivi: il primo costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura e valore, il secondo relativo all’erogazione e alla fruizione di servizi comunali.

Per maggiori dettagli  vai a   IUC – FELCAF

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730/14 – Dichiarazione dei redditi 2014

Dichiarazione dei redditi 2014.
730/14 tra spese, interessi e risparmi.

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20 milioni di contribuenti, tra dipendenti e pensionati, che dovranno vedersela tra fatture, documenti e scontrini. Diverse le novità previste: possono presentare il modello anche chi non ha più un sostituto d’imposta, il credito può essere usato a compensazione e aumentano gli sconti fiscali per casa e figli a carico

Puntuale come un orologio svizzero, anche quest’anno arriva l’appuntamento con la dichiarazione dei redditi. Chiamati in cassa circa 17 milioni di contribuenti, tra dipendenti e pensionati, che dovranno vedersela tra fatture, documenti e scontrini necessari alla compilazione del modello 730, sfruttando le deduzioni e le detrazioni che consentono di risparmiare sulle tasse da pagare. L’altra metà dell’universo fiscale (circa 5 milioni di italiani) dovrà, invece, vedersela con il modello Unicoche consente di presentare sia la dichiarazione dei redditi sia quella Iva.

Diverse le novità previste dall’Agenzia delle Entrate per il 730: possono presentarlo anche gli italiani che non hanno più un sostituto d’imposta (il datore di lavoro o l’ente pensionistico) perché, a causa della crisi, hanno perso il lavoro; il credito che risulta dalla dichiarazione può essere usato a compensazione, magari per pagare l’Imu sulla casa; aumentano gli sconti fiscali previsti sulla casa e per i figli a carico.

Scadenza
Il modello si presenta entro il 30 aprile al proprio sostituto d’imposta. C’è tempo, invece, fino a martedì 3 giugno se ci si affida al Caf o ai professionisti abilitati, ricordando che consegnando il 730 già compilato correttamente non si deve versare alcun compenso.

Chi può presentare il 730
Il modello è destinato a lavoratori dipendenti, pensionati, persone che percepiscono indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente, soci di cooperative di produzione e lavoro, chi è impegnato in lavori socialmente utili, personale della scuola a tempo determinato (se il contratto dura almeno dal mese di settembre dell’anno 2013 al mese di giugno dell’anno 2014) e lavoratori che posseggono soltanto redditi di collaborazione coordinata e continuativa nel periodo compreso tra il mese di giugno e il mese di luglio 2014.

Chi deve presentare il modello Unico Persone fisiche
Non possono utilizzare il 730 i contribuenti che nel 2013 hanno percepito: redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione; redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita Iva; redditi provenienti da trust in qualità di beneficiario. Chi, nel 2013 e quest’anno, non è stato residente in Italia, chi deve presentare altre dichiarazioni (Iva, Irap, modello 770 ordinario e semplificato), chi deve presentare la dichiarazione per conto di familiari deceduti.

Vantaggi
Il 730, oltre ad essere semplice da compilare, non richiede calcoli. Permette di ricevere più velocemente i rimborsi, perché finiscono direttamente nella busta paga di luglio o nella pensione di agosto e se ci sono somme da versare vengono trattenute dallo stipendio o dalla pensione. Da quest’anno, inoltre, il credito risultante si può utilizzare per pagare l’Imu o altre imposte. Inoltre, si può presentare in forma congiunta se almeno uno dei due coniugi può usarlo.

LE NOVITA’
730 anche per chi non ha il sostituto
Se fino a due anni fa, il modello poteva essere presentato solo da chi aveva un datore di lavoro certo (anche temporaneo) tra maggio e settembre (in modo che potesse trattenere gli importi o erogare i rimborsi), nel 2013 con il Decreto del Fare e, ora da quest’anno a regime, si dà la possibilità di presentare la dichiarazione dei redditi con il modello 730 anche a quanti non hanno più un sostituto d’imposta che possa eseguire le operazioni di conguaglio. È il caso, ad esempio, di chi ha lavori temporanei o di chi ha perso il lavoro. Poi, se risulta un credito, il rimborso viene effettuato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente. Mentre con un debito, si può pagare tramite i servizi telematici delle Entrate oppure con il modello F24.

Più tempo per ottenere i rimborsi sopra i 4.000 euro
Si allungano i tempi, perché da quest’anno sarà l’Agenzia delle Entrate a restituire le somme per importi superiori a 4mila euro non prima, però, di aver effettuato dei controlli. E, il tempo a disposizione per le verifiche, è di 6 mesi. Quindi, i contribuenti non riceveranno certamente il rimborso in busta paga o sulla pensione entro l’estate.

Aumenta lo sconto per i figli a carico
Le detrazioni d’imposta previste passano da 800 a 950 euro per ciascun figlio a carico di età pari o superiore a 3 anni e da 900 a 1.220 euro per ciascun figlio minore di 3 anni. Inoltre, raddoppia a 400 euro l’importo aggiuntivo della detrazione per ogni figlio con disabilità. Queste detrazioni, tuttavia, sono teoriche in quanto la detrazione effettiva diminuisce all’aumentare del reddito complessivo.

Bonus sul risparmio energetico
Gli ecobonus e i bonus legati alle ristrutturazioni sono stati prorogati fino alla fine del 2014. Le opere di ristrutturazione e di manutenzione straordinaria permettono di usufruire di uno sconto del 50% sulle spese complessivamente sostenute e fatturate (per le quali sono stati fatti i pagamenti tramite bonifico specifico), mentre per le opere di riqualificazione energetica la detrazione sale al 65 per cento. Confermati anche gli sconti del 50% sul costo di mobili (se dovuti a opere di ristrutturazione che danno diritto allo sconto) e di elettrodomestici di classe A o superiore.

Cedolare secca
Cambia in positivo il regime agevolativo per chi affitta un immobile con il regime della cedolare secca: l’aliquota prevista per i contratti a canone concordato è, infatti, scesa dal 19% al 15%, aumentandone così la convenienza.  Brutte notizie, invece, per quanti scelgono il canone libero: c’è un inasprimento della pena per la tassazione ordinaria, visto che è cambiata la no tax area dell’Irpef sugli affitti. Da quest’anno, quindi, i proprietari pagheranno l’Irpef e le relative addizionali sul 95% del canone annuo anziché sull’85%.
Mini stangata anche per i proprietari di immobili sfitti situati nel Comune dove già possiede l’abitazione principale: tornano a pagare l’Irpef e le addizionali sul 50% del reddito anche se soggetti ad Imu. Per tutti gli altri immobili, invece, l’esenzione dall’Irpef resta come l’anno passato.

Le detrazioni
È nel quadro E che si concretizza la possibilità di risparmiare sulle tasse, visto che vanno segnate alcune spese (ad esempio quelle sostenute per motivi di salute, per l’istruzione o per gli interessi sul mutuo dell’abitazione) che possono fanno diminuire l’imposta da pagare. In caso però di incapienza, cioè quando l’imposta dovuta è inferiore alle detrazioni alle quali si ha diritto, la parte di detrazione che supera l’imposta non può essere rimborsata. Fanno eccezione le detrazioni suicanoni di locazione per le quali, in alcuni casi, si può avere il rimborso.

Detto che una delle novità di quest’anno si trova proprio nell’operazione di maquillage fatta in questo quadro del modello, va segnalato che per i premi di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni, l’importo complessivo su cui calcolare la detrazione del 19% scende dai 1.291 euro previsti fino all’anno passato a 630 euro.

Nessuna novità per l’ammontare della detrazione delle altre spese più comuni: sanitarie, interessi per mutui, veterinarie, istruzione, funebri, addetti all’assistenza personale, attività sportive per ragazzi (palestre, piscine e altre strutture sportive), contributi versati per il riscatto degli anni di laurea dei familiari a carico, intermediazione immobiliare, asili nido (pubblici o privati), canoni di locazione sostenuti da studenti universitari fuori sede.

5 e 8 per mille
Presentando il modello 730 sarà possibile esprimere la scelta della destinazione del 5 per mille e dell’8 per mille dell’Irpef nell’apposita busta chiusa. Da quest’anno è possibile la quota dell’8 per mille può essere destinata anche all’Unione Buddhista Italiana o all’Unione Induista Italiana.

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